Si abusa molto della parola “inclusività” oggi, soprattutto in ambito linguistico. Si tratta di un termine vasto e ambiguo, che alle volte viene usato a sproposito, e spesso conduce a forme grammaticali distorte che, se da una parte includono alcune categorie di persone, dall’altra rischiano di creare nuove forme di esclusione.
Per questo motivo desidero cominciare il 2025 appena apertosi raccontandovi di una bellissima esperienza di arte e condivisione autentica avvenuta nello scorso mese di novembre-inizio dicembre.
Il Tempo e i suoi Regali

Mi riferisco qui alla mostra di arte grafica della pittrice e mia amica Daniela Carcano, dal titolo evocativo Il Tempo e i suoi Regali, tenutasi tra il 26 novembre e il 6 dicembre 2024 presso il Centro Culturale Il Pertini di Cinisello Balsamo, la nostra biblioteca pubblica che organizza eventi, spettacoli teatrali e presentazioni.
La mostra esponeva venti opere grafiche realizzate con inchiostro, pastelli e foglia similoro, una tecnica che è molto cara a Daniela.
Come si può intuire dal titolo, in questo viaggio visivo il filo conduttore era il tempo e la nostra percezione di esso. I soggetti spaziavano tra gli affetti più cari, sentimenti quali la solitudine o la capacità di sorprendersi, le diseguaglianze di genere e di popoli, la diversità bene o male accolta.
L’inaugurazione
Il vernissage della mostra presso Il Pertini è stato un evento molto affollato da persone entusiaste e interessate, a riprova che le proposte valide hanno sempre un largo seguito.

La vera sorpresa di questa mostra, infatti, è stata rappresentata dalle Guide incaricate di spiegare dieci opere da loro scelte. Si trattava di persone con disabilità appartenenti alla Cooperativa Arcipelago – Anffas NordMilano, che avevano già avuto modo di esercitarsi nel loro compito con la mostra “Divine Creature” presso il Museo Diocesano di Milano.
La visita guidata
Ho avuto modo anche di presenziare alla visita guidata con queste persone davvero speciali. Gianluca, Martina, Tania e Corrado hanno lavorato con grande impegno nella redazione dei testi a commento delle opere, sotto la guida della loro referente Emanuela Roncari. Hanno saputo osservare con attenzione e cogliere particolari cui nemmeno l’autrice aveva pensato, dando valore aggiunto alle opere.



Ecco qualche esempio di opere dell’autrice e passaggi dai commenti delle Guide. Tra l’altro, il primo lavoro abbellisce le pareti di casa nostra, e fa parte della nostra “collezione privata”!

Tecnica: Inchiostro e foglia similoro
Cartoncino, 30×30 cm
Anno 2019
In questa opera è rappresentato sia il mondo, sia il tempo, entrambi connessi con la vita. Si tratta di un ingranaggio che fa muovere l’universo, gli esseri umani, le piante e gli animali. Non sappiamo se gira velocemente o lentamente, forse perché è anche l’uomo che accelera o rallenta il movimento del mondo. La fretta con cui l’uomo agisce dimostra che considera la vita una gara dove il tempo è limitato. Il rischio della rapidità è non accorgersi delle persone e delle cose importanti, della natura.
Nell’opera c’è un grande sole dorato che genera l’energia necessaria per far muovere l’ingranaggio situato dietro alla terra: è un’energia positiva, accesa, brillante, che dona calore, e non si spegne mai. Per chi è credente potrebbe essere Dio, per altri potrebbe essere una fonte di vita.
Come afferma William Faulkner “Il tempo è morto fintanto che è scandito da piccoli ingranaggi. Solo quando l’orologio si ferma, il tempo prende vita.” Questa frase per noi significa che a volta quando si vive nella routine quotidiana si danno per scontate le cose, mentre quando ci si ferma emergono i veri significati.
Domanda: C’è qualcosa che togliereste o aggiungereste in questo ingranaggio?
Tania

Titolo: Siamo strati di anime, razze e colori
Tecnica: Inchiostro, colori acrilici, foglia similoro
Cartoncino, 21×30 cm
Anno 2018
In quest’opera spiccano i volti colorati, che hanno molteplici sfumature. Esse ci fanno pensare alla diversità di popoli, culture e persone, ognuna con la propria unicità e differenza. Il quadro si sviluppa in verticale, nella parte bassa c’è una spirale che ricorda la forma di un fossile. Il fossile ci riporta alla storia passata: la storia dell’uomo è storia di diversità, di incontri, di tradizioni e di conoscenze. Riteniamo che sia stata la curiosità a spingere l’uomo a muoversi e spostarsi in contrade lontane.
Il cerchio contenuto nel quadrato è un portale che permette di viaggiare nel tempo e di capire che la diversità è sempre esistita: infatti collega il presente con il passato, permette all’uomo di trovare degli aspetti comuni nelle diversità. La parola strato riconduce a un insieme, cioè a qualcosa che accomuna e tiene unite le singole parti.
Il volto dorato ricorda la ricchezza che la diversità porta, e rammenta un pensiero di Albert Jacquard “La nostra ricchezza è fatta dalla nostra diversità: l’altro è prezioso nella misura in cui ci è diverso.” La nostra domanda è: “Per voi è facile accettare il diverso?”
Corrado

Titolo: Elogio dell’invisibile
Tecnica: Inchiostro, foglia similoro
Cartoncino, 30×30 cm
Anno 2024
Al centro di quest’opera c’è un grande occhio sorretto da una mano, mentre tutt’intorno ci sono circuiti, piccoli atomi, tessuti cellulari e neuroni, ingranditi al microscopio. L’occhio è il punto centrale da cui la vista si espande in ogni direzione, alla ricerca dell’invisibile.
Quest’organo ci conduce alla scoperta dell’infinitamente piccolo: studiandolo, si possono trovare dei particolari difficili da notare. Per esempio, grazie alle nanotecnologie si possono semplificare le cose difficili.
La mano nella parte inferiore dell’opera sorregge e solleva l’occhio: lo sorregge perché l’occhio può essere fragile, poiché fa trasparire le nostre emozioni, quindi la parte più intima e delicata di noi stessi.
Il colore giallo al centro è vivace e acceso, è il colore della “lampadina” usata spesso come simbolo di idea. In questo caso il giallo indica che l’occhio ha visto qualcosa di nuovo, è il simbolo di una luce che si accende con una nuova scoperta.
La citazione è: “La visione è l’arte di vedere ciò che è invisibile agli altri” di Jonathan Swift.
Gianluca

Cristina M. Cavaliere
Molto belle le opere grafiche che hai mostrato, immagino sia stata una bella emozione partecipare e assistere all’esposizione delle opere da parte delle guide, anche una soddisfazione per chi ha organizzato questo evento di inclusione.
Confesso che è davvero molto tempo che non assisto a un evento o a uno spettacolo che mi emozioni davvero.
Buon inizio di anno!
Innanzitutto buon inizio di anno anche a te, cara Giulia! Le opere realizzate da Daniela sono bellissime, a malincuore ho dovuto fare una selezione altrimenti il post sarebbe diventato lunghissimo. Questa iniziativa mi è piaciuta davvero tanto, e poi si percepiva il genuino entusiasmo di tutti coloro che hanno partecipato senza nessuna velleità di “mettersi in mostra”, come spesso accade in ambito artistico.
Da un punto di vista tecnico opere ineccepibili, visivamente molto “naturali”, si vede che sono opera di una mente umana e non di una AI come purtroppo sta diventando norma per le arti grafiche.
Una mostra particolarmente coinvolgente che ho visitato è stata una dedicata alla follia nell’arte, con opere esposte all’interno di un allestimento particolarmente suggestivo, in penombra, con ricostruiti ambienti e relativi oggetti dei vecchi manicomi di una volta.
Sì, Ariano, hai toccato un punto dolente. A volte mi capita per lavoro di imbattermi nei siti delle agenzie fotografiche che propongono opere realizzate dall’AI (che costano poco) oppure ti invitano a modificare immagini già esistenti. I risultati alla fine non mostrano quell'”imperfezione” derivata da un lavoro umano, e sono spesso fredde o fumettistiche. A proposito di arte e follia, proprio il prossimo sabato avrei intenzione di andare a visitare la mostra di Dubuffet e dell’Art Brut, che non conosco per nulla. Ci sono anche opere realizzate da malati mentali oltre che di artisti in trance. Sarà sicuramente molto interessante!
Percepisco molto particolari e magnetiche le opere di Daniela, mi piacciono e credo che lei sia una artista ricca di passione e talento. Ritengo che i suoi lavori riescano veramente a catturare l’attenzione di chi le osserva. Ho trovato altrettanto interessanti i commenti associati. Ciò che soprattutto, però, considero oltremodo speciale è la partecipazione attiva di quei ragazzi, semplicemente meravigliosi! Vorrei che arrivassero i miei più sinceri complimenti a tutti i professionisti che seguono questi giovani e che hanno progettato insieme a loro l’intervento.
Come forse ti avevo raccontato, Daniela è letteralmente “esplosa” nella sua passione artistica dopo che era andata in pensione. Pensa che questi lavori geometrici sono realizzati a mano libera e senza nessun strumento! A me piace molto l’accostamento della china con la foglia d’oro. Hai detto bene, i ragazzi sono stati meravigliosi nella loro esposizione! Il mio plauso va anche a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questa mostra davvero speciale.
Opere che fanno fantasticare e riflettere, molto belle. Per me gli spettacoli più emozionanti di questi ultimi anni sono stati principalmente legati alla musica, come il concerto dei Wardruna, il musical Notre Dame de Paris, gli spiritual natalizi – molto diversi tra loro, ma li ho vissuti intensamente. Mi ha però emozionato anche una mostra di Mirò, qualche anno fa. Non mi aspettavo di essere sensibile a un’arte così astratta, invece sono rimasta sorpresa.
Sì, peccato non aver potuto inserire più opere, ma si può sempre andare sul sito di Daniela a visionarle: http://www.danielacarcanoart.it
Interessante anche questa tua reazione alla mostra di Mirò, in effetti è un artista un po’ particolare, molto onirico. Ebbi modo di vederlo al museo di Barcellona alcuni anni fa.