Qualche anno fa sono andata a visitare la Villa Visconti Borromeo Litta a Lainate, un gioiello architettonico a poca distanza da dove abito (qui il link, se volete fare un giro virtuale oppure organizzare una gita). Si tratta di una villa di rappresentanza nata nella seconda metà del XVI secolo e valorizzata da un accurato restauro, ed è diventata il luogo ideale per eventi, concerti, mostre di pittura.

Ha inoltre un parco proclamato nel 2016 il più bello d’Italia. Qui e nel Ninfeo sono celati dei giochi d’acqua con cui i padroni di casa si dilettavano a sorprendere i loro ospiti, innaffiandoli grazie a un ingegnoso sistema  idraulico. Gli spruzzi e le piogge, che dal 1971 hanno ripreso a funzionare, si attivano nelle maniere più disparate e insidiose: quindi i getti arrivano da sotto, lateralmente o dal soffitto del Ninfeo oppure quando ci si siede su determinate panche di pietra. Sebbene in misura minore, la stessa cosa accade nel giardino monumentale della Villa Barbarigo Pizzoni di Valsanzibio, che però è un po’ più distante essendo in Veneto, almeno per me (qui il link).

Dopo la visita guidata e l’innaffiatura, particolarmente gradita dato che eravamo nel mese di luglio, siamo andati sul retro della villa per un rinfresco in giardino, e là abbiamo incontrato una compagnia di rievocazione storica con varie dame e cavalieri vestiti coraggiosamente in velluti e stoffe nello stile del 1700. Una delle accaldate dame aveva in mano un ventaglio. Muovendolo con consumata perizia, ci ha spiegato una cosa magnifica: che il ventaglio non serviva soltanto per farsi vento, ma che, a seconda della posizione, diventava un vero e proprio telegrafo a stecche. Alle volte i due innamorati si trovavano in un consesso dove non potevano parlarsi, oppure urlare da un capo all’altro della stanza; quindi la dama usava il ventaglio per comunicare messaggi all’amato, o all’amata a seconda dei gusti. Era quindi della massima importanza imparare a maneggiare questo oggetto per non incorrere in pericolosi fraintendimenti.

Ho fatto dunque una ricerca sul web, scoprendo innanzitutto che il linguaggio del ventaglio viene ben spiegato nel 1760 dal marchese de Caraccioli in un suo libro; quindi pare che proprio nel 1700 inizi una sorta di codifica nell’uso dell’oggetto come strumento di comunicazione, che toccherà i suoi vertici nel secolo XIX. Da sempre i ventagli sono oggetti pregiati e quindi usati dalle classi aristocratiche, in quanto il popolo non ha certo tempo di sventagliarsi. Quelli in carta stampata durante la Rivoluzione, però, permettono di diminuire il prezzo al pubblico e divengono per sé stessi strumenti di propaganda politica, come del resto accade a moltissimi oggetti di vita comune quali stoviglie, vasellame, posate, tabacchiere.

Sui seguenti link a siti storici e d’antiquariato potrete ammirare altri ventagli del 1700 francese: Le Cercle de l’EventailaujourlejourFan d’Éventails. anche se non sono gli unici. Quello che potete osservare qui apparteneva comunque alla regina Maria Antonietta.
Arriviamo dunque al clou del mio post, ovvero al linguaggio del ventaglio. Tutti pronti con il ventaglio in mano? Bene, incominciamo! Quelli che vi riporto qui sono i “messaggi principali” che potete trasmettere:

  1. Sostenere il ventaglio con la mano destra di fronte al viso: seguimi.
  2. Sostenerlo con la mano sinistra di fronte al viso: vorrei conoscerti.
  3. Coprirsi per un po’ l’orecchio sinistro: vorrei che tu mi lasciassi in pace.
  4. Lasciarlo scivolare sulla fronte: sei cambiato.
  5. Muoverlo con la mano sinistra: ci osservano.
  6. Cambiarlo alla mano destra: ma come osi?
  7. Lanciarlo con la mano: ti odio!
  8. Muoverlo con la mano destra: voglio bene ad un altro!
  9. Lasciarlo scivolare sulle guance: ti voglio bene!
  10. Mostrarlo chiuso e fermo: mi vuoi bene?
  11. Lasciarlo scivolare sugli occhi: vattene, per favore.
  12. Far scivolare un dito dell’altra mano sui bordi: vorrei parlarti.
  13. Appoggiarlo sulla guancia destra: si.
  14. Appoggiarlo sulla guancia sinistra: no.
  15. Aprirlo e chiuderlo lentamente e ripetutamente: sei crudele!
  16. Abbandonarlo lasciandolo appeso: rimaniamo amici. 
  17. Sventagliarsi lentamente: sono sposata.
  18. Sventagliarsi rapidamente: sono fidanzata.
  19. Appoggiarsi il ventaglio sulle labbra: baciami!
  20. Aprirlo molto lentamente con la destra: aspettami.
  21. Aprirlo molto lentamente con la mano sinistra: vieni e parliamo.
  22. Colpirsi la mano sinistra con il ventaglio chiuso: scrivimi.
  23. Chiuderlo a metà sulla destra e sulla sinistra: non posso.
  24. Aperto massimamente ma coprendo la bocca: non ho uomo.
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Ecco, ora che abbiamo imparato il linguaggio del ventaglio possiamo esercitarci a comunicare con il nostro amato bene a seconda del nostro stato d’animo. Quali punti usereste di più? 😉 Conoscete qualche curiosità anche sui ventagli orientali?
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Fonte:
  • Wikipedia