Più che la sua bellezza, a colpirmi fu la sua anima, che traspariva da un volto la cui fisionomia mi impediva di distinguerne le caratteristiche,” scrive di Madame Sabran il cavaliere de Boufflers, prestando i suoi tratti all’eroina di “Ah! Si…” uno dei racconti dell’età matura.

Eravamo rimasti in sospeso nella puntata precedente con il primo incontro dei due protagonisti della storia, ed eravate giustamente ansiosi di conoscere il prosieguo; a testimonianza che possiamo essere cinici e disillusi finché vogliamo, ma una bella storia d’amore è in grado di catturare sempre la nostra immaginazione e la nostra speranza. Quale modo migliore dunque di presentare Madame Sabran con gli occhi di colui che sarà destinato ad amarla appassionatamente?

Come nel ritratto di lei eseguito dalla pittrice allora in voga, Élisabeth Vigée-Le Brun, che avete trovato nella puntata precedente e che potete rivedere cliccando qui, Eléonore ha una grande massa di riccioli biondo cenere, la carnagione candida e delicata, la bocca espressiva, gli occhi color viola del pensiero. Ha modi incantevoli, un’intelligenza molto vivace e una squisita sensibilità artistica, ma ha anche un carattere riservato e pudico.

Stanislas è subito conquistato da questa somma di caratteristiche e capisce che non sarà impresa facile sedurla. Si tratta di una donna che non è né frivola né civetta né attirata da una sensualità fine a se stessa. Il cavaliere capisce che occorre innanzitutto conquistare il suo spirito e la sua mente, senza spaventarla e puntando soprattutto sulla loro comunanza d’interessi. Individua tre carte da giocare: la musica, la pittura e la traduzione degli autori classici. E parte alla conquista di quella turris eburnea!

Per quanto riguarda la musica, hanno entrambi una bella voce e quindi lei canta accompagnandosi con la chitarra, mentre lui le risponde improvvisando canzoni sul clavicembalo. Per la pittura le cose vanno ancora più lisce, in quanto Eléonore ha un vero talento nel campo, e quindi cede alla tentazione di eseguire uno scambievole ritratto. Il desiderio di lei di cimentarsi nella traduzione dei poeti latini assicura all’erudito Stanislas l’occasione per aiutarla. S’instaura così un rapporto maestro-allieva dove lui la incoraggia, ma si mette anche nella posizione di chi guida. Con il tempo, Boufflers entra a far parte della cerchia di affetti familiari della contessa, che per lei contano più di ogni altra cosa, e va anche molto d’accordo con i bambini.

Tuttavia, nel febbraio 1778, avviene una prima separazione: Boufflers viene chiamato a raggiungere il suo reggimento sulle coste della Bretagna. Si sta difatti dispiegando un ingente schieramento di uomini e mezzi, e preparando a Brest una grande flotta in vista dell’invasione dell’Inghilterra. Per il cavaliere sembra giunta finalmente l’occasione per distinguersi nella vita militare, occasione a lungo agognata. Ma la realtà si rivela ben diversa. La vita militare sulle coste bretoni è noiosa e squallida, e l’invasione dell’Inghilterra non avverrà mai. Non solo, il cavaliere non potrà nemmeno far vela verso l’America insieme con gli amici e in aiuto agli alleati americani, all’epoca in piena guerra per l’indipendenza.

Il suo soggiorno bretone è però l’occasione per cominciare a intrattenere con la donna amata un primo scambio epistolare, concentrando nella parola scritta il meglio delle sue capacità seduttive. Per entrambi l’eleganza sorvegliata dello stile cederà sempre più il passo alla profondità del sentimento e all’espressione del non detto. Stanislas ritorna quindi dalla sua esperienza bretone con un mezzo fallimento in campo militare, ma sempre più prossimo alla vittoria in quello amoroso. Sono trascorsi infatti tre anni e mezzo di corteggiamento… sì, avete letto bene: tre anni e mezzo di corteggiamento! poi ditemi se non era tenace e innamorato quest’uomo.

La capitolazione di Madame Sabran  avviene però a causa dal terrore di averlo perso per sempre. Un giorno del dicembre 1780, lui non la può raggiungere a causa di una tormenta di neve e lei pensa che gli sia successo qualcosa. Gli scrive dunque una lettera in cui gli confessa il segreto di ciò che nasconde nel cuore… e da quel momento acconsentendo ad accogliere l’uomo amato nel suo letto tappezzato di azzurro, scoprendo che l’amore è anche gioia dei sensi.

Sebbene avere un amante sia prassi consolidata all’epoca, Eléonore patisce della situazione. Infatti, da cattolica convinta e del tutto contraria ai sotterfugi, vorrebbe che lui la sposasse affinché la loro unione risulti regolare. Ma Boufflers non ha denaro e si sentirebbe umiliato a vivere della carità della futura moglie. Occorre ricavarsi una posizione sociale ed egli accetta dunque l’incarico di partire per l’Africa come nuovo governatore del Senegal il 5 dicembre 1785. Eléonore e Stanislas rimarranno separati per due anni, in un periodo della vita in cui non sono più giovanissimi e in cui il Senegal era considerato un luogo lontano e pieno di pericoli.

La cosa causerà loro altre incertezze e molte ansie, ma a beneficiarne sarò il loro scambio epistolare che si farà infuocato e arriverà a quei vertici di bellezza e poesia di cui vi accennavo. Per chiudere degnamente questo articolo, dunque, cito un passaggio di una lettera di Boufflers, in cui lui scrive:

Sono fatti per noi i bei giorni d’autunno: cominceranno sin dal prossimo autunno e dureranno per tutto l’autunno della vita, e come l’autunno ha serbato il calore dell’estate così l’inverno serberà quello dell’autunno. E sono certo che dopo quell’inverno vedremo ancora una perenne primavera, in cui esisteremo l’uno accanto all’alto, l’uno per l’altro, l’uno grazie all’altro, forse sotto forme diverse, ma che importa purché ci amiamo. Forse saremo dèi, forse ancora uomini, forse uccelli, forse alberi. Forse io sarò una pianta, e tu il mio fiore; mi armerò di spine per proteggerti. Ma qualunque forma tu assuma, sarai amata.

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Vi è piaciuta questa storia d’amore? Ce ne sono molte altre nel saggio di Benedetta Craveri. Al di là di questo aspetto, è un’opera esaustiva, e davvero imperdibile se vi piace questo periodo storico.


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Fonti:


Gli ultimi libertini di Benedetta Craveri – edizione Adelphi
“Il cicisbeo” (illustrazione per le opere teatrali di Carlo Goldoni)
“La lezione di musica” di Pietro Longhi, 1760, olio su rame, 45 × 58, Baltimora, Walters Art Gallery

“Ritratto di un gentiluomo – 18° secolo” di Claude Arnulphy (1697-1786)